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Il conto lavoro esterno: dove si perde la tracciabilità e come si recupera

Francesco Masaia
Francesco Masaia
4 min
Il conto lavoro esterno: dove si perde la tracciabilità e come si recupera

Il conto lavoro esterno: dove si perde la tracciabilità e come si recupera

Nel momento in cui un pezzo esce dallo stabilimento per un trattamento esterno, per il tuo sistema smette di esistere. Torna qualche giorno dopo, e nel mezzo l'unica traccia è un documento di trasporto e la memoria di chi ha spedito.

È il buco più grande nella tracciabilità di un'azienda che lavora conto terzi, e si nota solo quando qualcosa va storto: una contestazione, un ritardo da spiegare, un lotto da ricostruire.

Se vuoi misurare quanto è grande nel tuo caso, scrivici: bastano mezz'ora e l'ultimo lotto che è uscito per un trattamento.

Cosa succede davvero al pezzo che esce

Il pezzo lascia il reparto con un documento di trasporto. Da quel momento in poi le informazioni che lo riguardano stanno in tre posti diversi, e nessuno dei tre parla con gli altri.

Nel documento di trasporto, che è un pezzo di carta o un PDF, sta cosa è uscito e quando. Quasi mai sta in un campo leggibile da un programma: sta in un allegato.

Nella testa di chi ha spedito sta il resto: a quale terzista è andato, cosa era stato concordato, se c'era un'urgenza, se quel fornitore l'ultima volta aveva sbagliato.

Nel sistema del terzista, che è un'azienda diversa con un gestionale diverso, sta l'avanzamento vero.

Quando il pezzo rientra, di solito si registra solo il fatto che è rientrato. Tutto quello che è successo nel mezzo non entra da nessuna parte.

Le tre domande a cui non si riesce a rispondere

Dov'è adesso. Se un cliente chiede quando arriva un ordine che in questo momento è in zincatura da un terzista, la risposta richiede una telefonata al terzista. Nel frattempo il cliente aspetta.

Quanto ci mette di solito quel fornitore. È un'informazione che esiste, sparsa in decine di documenti di trasporto, e che nessuno ha mai messo in fila. Serve a promettere date credibili e a decidere a chi mandare il lavoro urgente.

Chi ha lavorato quel lotto, quando è arrivata la contestazione. Se il problema nasce nel trattamento esterno, va dimostrato, e la dimostrazione sta in documenti che nessuno ha collegato al lotto.

Perché nessuno lo risolve

Perché la soluzione ovvia è sbagliata, e chi ci ha provato lo sa.

La soluzione ovvia è chiedere al terzista di aggiornare il tuo sistema. Non succede: ha il suo, ha altri venti clienti, e non ha nessuna ragione per imparare il tuo. Ogni progetto che parte da questa premessa muore alla seconda settimana.

La soluzione che funziona parte dal presupposto opposto: il terzista non cambia niente, e le informazioni si ricavano da quello che già ti manda.

Cosa si può fare senza chiedere niente a nessuno

Tre cose, in ordine di costo crescente.

Registrare l'uscita e il rientro come cambi di stato, non come documenti. È il passaggio minimo: nel momento in cui il lotto esce, cambia stato, e il sistema sa che è fuori, da chi, e da quando. Non richiede niente al terzista, richiede che chi prepara la spedizione lo registri dove serve invece che su un foglio.

Leggere i documenti che tornano indietro. Il documento di trasporto di rientro contiene quantità, date, a volte i riferimenti al lotto. Un modello linguistico legge quel documento ed estrae i campi, anche quando ogni fornitore usa un formato diverso, che è esattamente il caso. È il compito per cui questi strumenti servono davvero: prendere documenti disordinati e restituire dati ordinati.

Costruire lo storico dei tempi per fornitore. Una volta che uscite e rientri sono registrati, il tempo medio di ogni terzista per ogni tipo di lavorazione si calcola da solo. Da lì si promettono date su un dato invece che a memoria.

Cosa cambia quando è fatto

La cosa più visibile è che si smette di telefonare per sapere dov'è un pezzo.

La seconda è meno ovvia e conta di più: si comincia a vedere quali fornitori rispettano i tempi e quali no, con i numeri. È un'informazione che tutti credono di avere in testa e che quasi nessuno ha in forma verificabile, e cambia le trattative.

La terza riguarda le contestazioni. Quando la storia di un lotto include anche il periodo in cui era fuori, la conversazione con il cliente cambia tono, perché si porta un dato invece di una ricostruzione.

Una sola lavorazione esterna, per cominciare

Un tipo di lavorazione esterna sola, quella che fai più spesso, con il fornitore che usi di più. Un perimetro così sta fra i 5.000 e i 10.000 euro e si vede in poche settimane.

La verifica preliminare la puoi fare da solo oggi: prendi l'ultimo lotto uscito per un trattamento e prova a dire, senza telefonare a nessuno, quando è uscito, da chi, e quando è previsto il rientro. Quello che non riesci a dire senza chiamare qualcuno è esattamente la parte che il sistema non sa.

Se vuoi farla insieme, scrivici. Basta l'ultimo lotto uscito per un trattamento, e mezz'ora.

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