Quanto costa l'intelligenza artificiale in azienda: quattro intervalli di spesa e cosa li decide
Portare l'intelligenza artificiale su un processo aziendale già esistente costa fra i 5.000 e i 10.000 euro. Costruire un modello da zero ne costa fra i 50.000 e i 100.000, per una versione minima e funzionante. In mezzo ci sono due voci più piccole che di solito nessuno mette a preventivo: l'hardware, quando il modello deve girare in casa, e il consumo, quando il modello è di qualcun altro.
La differenza fra il primo intervallo e il secondo non dipende da quanto è ambizioso il progetto. Dipende da tre scelte, e conviene farle in ordine.
| Cosa si fa | Ordine di grandezza |
|---|---|
| Si usa un modello che esiste già, integrandolo in un processo e nel gestionale | 5.000 - 10.000 euro |
| Si aggiunge l'hardware perché il modello deve restare dentro l'azienda | 1.000 - 3.000 euro |
| Si paga il modello a consumo, senza installare nulla | da frazioni di centesimo per operazione |
| Si costruisce un modello proprio, addestrato sui propri dati | 50.000 - 100.000 euro per una versione minima |
Se vuoi capire in quale riga cade il tuo caso prima di sentire un preventivo, l'autovalutazione fa nove domande sul processo che hai in mente e restituisce un quadro in circa tre minuti.
La prima scelta: modello esistente o modello proprio
Quasi tutte le aziende che ci chiamano pensano di dover costruire qualcosa da zero. Quasi nessuna deve farlo davvero.
Costruire un modello proprio significa raccogliere una quantità grande di dati, classificarli uno per uno perché siano utilizzabili, progettare l'architettura, addestrarla finché i risultati reggono, e poi esporla in modo che il resto dei programmi possa usarla. Ognuno di quei passaggi ha un costo, e i più pesanti sono le persone: chi lavora sui dati e chi costruisce il modello. È il percorso che porta all'intervallo delle sei cifre.
Usare un modello che esiste già significa saltare tutta la parte di addestramento e pagare solo il lavoro di collegarlo al proprio mestiere. Qui la spesa non è nel modello, è nell'integrazione: capire quale dato serve, dove sta oggi, come si riporta indietro il risultato dentro il gestionale che si usa tutti i giorni.
La domanda che decide fra i due percorsi è una sola, ed è tecnica solo in apparenza: il modello deve imparare qualcosa che riguarda soltanto la tua azienda? Se la risposta è no, e nella grande maggioranza dei casi è no, si usa un modello esistente.
La seconda scelta: dove gira
Un modello può girare su un server di qualcun altro, e allora si paga a consumo, oppure dentro l'azienda, e allora si compra o si noleggia l'hardware.
L'ordine di grandezza cambia parecchio a seconda del compito. Per leggere il testo dentro un'immagine, per esempio da un documento scansionato, le prestazioni richieste sono minime e un computer normale basta. Per generare immagini o testi lunghi serve hardware dedicato, e lì la spesa parte da qualche migliaio di euro. Per i modelli proprietari, quelli che si usano soltanto attraverso il servizio di chi li ha fatti, l'hardware non si compra affatto.
Il consumo, quando c'è, è la voce che spaventa di più e pesa di meno. Si misura in frazioni di centesimo per operazione, e diventa rilevante solo su volumi molto alti.
La ragione vera per tenere il modello in casa quasi mai è il costo. È che certi dati non devono uscire, ed è una preoccupazione che le imprese italiane dichiarano apertamente: fra quelle che hanno valutato l'intelligenza artificiale senza poi investirci, il 43,2% indica la privacy e la protezione dei dati fra gli ostacoli, secondo la rilevazione ISTAT Imprese e ICT del 2025 su un campione di 26.246 imprese con almeno dieci addetti.
La terza scelta: quanto va integrato
È la voce che sposta il preventivo più di ogni altra, ed è quella di cui si parla meno.
Un modello che risponde dentro una finestra separata, dove qualcuno copia e incolla, costa poco e cambia poco. Un modello che legge il dato dal gestionale, elabora e riscrive il risultato nel gestionale costa di più e cambia il lavoro di qualcuno. Fra le due cose passa la differenza fra una dimostrazione e uno strumento.
Nel manifatturiero italiano il 59,9% delle imprese con almeno dieci addetti usa già un gestionale, sempre secondo la stessa rilevazione ISTAT. Il che vuol dire che nella maggior parte dei casi il punto di innesto esiste già, e la domanda non è se collegare, ma quanto.
Quello che costa davvero e non si vede nel preventivo
I dati. Non la loro quantità: la loro forma.
Un modello che deve rispondere sullo stato di un ordine ha bisogno che lo stato dell'ordine stia da qualche parte in modo leggibile, aggiornato da chi lavora, con un significato stabile nel tempo. Se quel dato oggi vive in tre fogli di calcolo e nella testa di due persone, il progetto non è un progetto di intelligenza artificiale: è prima un progetto di riordino, e il costo sta lì.
Non è un'opinione nostra. Nella stessa rilevazione ISTAT, l'indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari è il terzo ostacolo dichiarato, al 45,2%, davanti alla privacy e ai costi. Il primo, al 58,6%, è la mancanza di competenze interne. Il costo elevato arriva quinto, al 43,0%.
Detto altrimenti: quando un progetto di questo tipo va male, quasi mai è perché è costato troppo.
Due casi, con le cifre
Generazione di immagini su misura, con il modello installato dal cliente. Serviva produrre fotografie realistiche di piatti per un ricettario. Il modello scelto era libero e gratuito, quindi il costo di utilizzo era nullo, ma andava configurato e gli servivano schede video adeguate. Spesa complessiva prevista, fra hardware e consulenza: 2.000 euro.
Integrazione di un modello esistente dentro un software già in uso. Contando le sole ore che riguardano la parte di intelligenza artificiale, e non il resto del prodotto, la spesa si è collocata fra i 4.000 e i 5.000 euro. Il consumo del modello, in esercizio, vale pochi centesimi per operazione.
Sono due estremi utili: nel primo caso la spesa è quasi tutta hardware, nel secondo è quasi tutta lavoro.
Come si legge un preventivo
Tre domande, e servono a capire se chi lo ha scritto ha capito il processo.
La prima: quali dati usa, e dove stanno oggi. Se il preventivo non lo dice, chi lo ha scritto non è ancora andato a guardare.
La seconda: cosa succede quando il modello sbaglia. Sbaglia sempre, in una quota di casi. Un progetto serio dichiara in anticipo chi controlla, quando, e cosa succede al pezzo di lavoro sbagliato.
La terza: cosa resta se domani il fornitore del modello cambia prezzo o condizioni. La risposta onesta non è "niente cambia", è sapere quanto lavoro servirebbe per cambiare fornitore.
Il processo su cui il conto si può fare in anticipo
È il processo più noioso e ripetitivo che hai, quello di cui conosci già il costo in ore. È il perimetro che sta dentro l'intervallo dei 5.000-10.000 euro, ed è l'unico su cui si può dire in anticipo se conviene, perché il termine di paragone esiste già.
Se vuoi un quadro sul tuo caso prima di parlare con qualcuno, l'autovalutazione chiede nove cose e ci vogliono circa tre minuti. Se invece hai già in mente il processo e vuoi una stima ragionata, scrivici e ne parliamo mezz'ora.
